setter monte catria
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....DAL LONTANO PASSATO





 



 
 
La mia Rea da cucciolona; in seguito divenne il miglior ausiliare da coturnici che abbia mai avuto. Nelle sue vene scorreva il sangue "Gonzaghensis", "di Platamona", "del Brembo" e, soprattutto, del grande "Vavà del Tidone", vincitore di Coppa Europa edizione 1963 proprio in casa dei cugini francesi.
 Il box del canile di fine
 anni '70 che ospitava
la mia Rea.

 
 













 
Cucciolo dei primi anni '80 del secolo scorso, figlio di Rea x Arno del Brancastello (discendente del leggendario Bobet di San Faustino).
                                    Suo fratello: notare la tensione della
postura ferma.
 

....DAL PASSATO















 
 
 
Orio (in primo piano) e Maja dell'Onda Marina. Li acquistai alla fine degli anni '80 del secolo scorso per introdurre le genealogie di "Dun del Meschio", "Decor" e soprattutto del leggendario "Bobet di San Faustino",  di cui erano discendenti prossimi. Ci avevo visto giusto, ma Orio morì prematuramente in un incidente stradale; Maja la preparai con massima puntigliosità su coturnici e starne e fu un grande successo. Ma "portarla avanti" in prove era per me, a quei tempi, troppo oneroso : la vendei a malincuore.   Nei primi anni '90 comperai, sempre per esigenze di selezione in allevamento, dei Francini's figli diretti  del Jeff : Wesson e Rebecca. Erano destinati a svolgere la funzione di innesti  genetici nel mio ceppo di cani da montagna : non rimasi molto sodisfatto....









 
La mia Maja dell'Onda Marina; fui il primo proprietario e preparatore di questa eccezionale stilista e cacciatrice di coturnici e starne di fine anni '80 - inizio anni '90 del secolo scorso. Genealogie: "Dun del Meschio", "Decor" ed il leggendario "Bobet di San Faustino". Successivamente la cedetti; quindi si laureò Ch Italiano Lavoro e fu la prima setter inglese femmina a vincere il Trofeo Romano Saladini Pilastri  8^ edizione 1993.
                Maja a Monte Petrano in Prova
                        Classica su quaglie liberate.


















 
 
....PIU' RECENTI











 
Alcuni anni fa ho utilizzato, come fattrici, anche femmine praticamente estranee alle linee di sangue congeniali (o almeno da me ritenute tali) ai soggetti del mio allevamento. In ogni caso, il beneficio che si può trarre dal mix ereditario è innegabile, se si desidera apportare nuovi profili genetici con la funzione di incrementare la “varietas” del patrimonio genetico medesimo. Scelsi Genny poiché progenie dei “del Dianella” : questa esperienza, per i miei fini, si rivelò comunque più positiva di quella fatta negli anni ’90 con soggetti provenienti da altro famosissimo Allevamento, di cui ho sopra detto.               Questo allievo, affidatomi in addestramento all’età di tre anni e mezzo, e quindi non più cucciolone, mi ha dato particolari soddisfazioni a ciclo di addestramento completato, gratificandomi così per il certosino lavoro svolto con esso....Era stato proprio ben iniziato da chi mi aveva                preceduto nella preparazione                     propedeutica giovanile!


















 
Il mio stupendo Salomone, figlio diretto di Zaretta ed all'altezza di sua mamma sui cotorni. Una disgrazia mi ha portato via anche lui non molto tempo fa....pazienza! Negli ultimi anni ho così perso due pezzi da novanta per la caccia in montagna: Melissa e Salomone, entrambi figli della mia Zaretta. Ne ho avuto grave danno, per il mio affetto e per il mio allevamento.   "Mac Donald", così lo chiamo io, è il giovane balcanico che mi da una mano nel duro lavoro della preparazione degli allievi nei gruppi montuosi dei Balcani; sono molto  riconoscente a questo ragazzo.
 







 
 
 
La rarefazione della starna, ai fini cinegetici,
è un problema di capitale importanza,
direi esiziale, sia per il mondo della
Caccia sia per quello della Cinofilia
agonistica.
Per tali motivi ho sempre cercato di dare
il mio piccolo contributo ed impegno per la
sopravvivenza di tale nobilissimo selvatico.



 
 
....RECENTISSIME

 










 
 Perdonatemi un minimo di vanagloria in ricordo del mio adorato Salomone : io (Franco Pesciarelli), lui (Salomone) ed esse (Alectoris graeca graeca).    Mike, figlio diretto di Francini's Jeff, padre della mia fattrice Meridiana. La madre di Meridiana è comunque sempre Zaretta!













 
Zac, figlio di Gian, ceduto tempo fa. Ripensandoci, me ne sono pentito....
 
                                 Una mia femmina:Liò.
                   Anche lei ceduta recentemente.
                                             Idem di Zac....





















 
 
....ODIERNE
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 





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Rea da adulta
 


Sono in terrazza ed osservo proprio quell'angolo del mio piccolo e semplice giardino.
Ecco che allora, in attesa dei freschi e umidi venti autunnali da settentrione, mi immergo nel crogiuolo dei ricordi. Uno dei tanti ristagna proprio in quel lato a ponente della striminzita corte di casa....
Tutto cominciò da qui, nei lontani anni '70 del secolo scorso : Rea setter inglese femmina, la mia miglior cagna da
starne e cotorni.
Forse rimane qualcosa di questa antenata, che è stata in primis la più grande cacciatrice di quell'epoca, nei miei cuccioloni?
Lo spero proprio!






Rea da cucciola
 


La mia Rea da cucciola: in seguito divenne il miglior ausiliare da coturnici che abbia mai avuto. Nelle sue vene scorreva il sangue "Gonzaghensis", "di Platamona", "del Brembo" e soprattutto del grande "Vavà del Tidone", vincitore di Coppa Europa edizione 1963 proprio in casa dei cugini francesi. Vavà, a mio avviso, aveva un pregio/difetto : il suo proprietario, notissimo e soprannominato "gattone", fu uno di quei "bravi" personaggi del Mondo della Cinofilia che, proprio per il loro brutto esempio di gestione Enci e Sis, all'epoca mi fece desistere dal prendere l'Affisso dell'Allevamento. Infatti, per ottenerlo, era solo questione di effettuare un bonifico a favore dell'Ente, come del resto avviene tuttora: da allora non è cambiato niente sotto il sole! In seguito, nei primi anni '80, concedetti la mia Rea per l'accoppiamento con il miglior soggetto da cotorni dell'epoca: Arno del Brancastello dell'amico Iorio Claudio de L'Aquila. Arno era il migliore nel Centro Italia e quindi in Italia, per quei tempi; infatti il Nord era ancora da venire....
A caccia cacciata sul Velino-Sirente, il collaudo di Arno del Brancastello lo aveva fatto il mio fraterno amico Alessandro Blasetti (omonimo del regista) di Massa d'Albe - Fucino. La cosa più importante per me era che nel sangue di Arno fluiva, da più linee genetiche, oltre al dna di "Orfeo della Trappola" e di "Dero della Nadia", il dna del leggendario Bobet di San Faustino. Allevai tutta la cucciolata; un maschio che per manto, vigore e classe avevo oculatamente già preservato per la dinastia futura, lo battezzai Tobet per assonanza con il suo avo leggendario! Da lui e sua mamma Rea discendono gli "anonimi" di Monte Catria. Chissà se una infinitesima percentuale di quel liquido ematico ancora irrora i vasi sanguigni dei miei cuccioloni? Segreti imperscrutabili della genetica....
 
 
 
 
Peppe de' Ravaiolo 
 


Il mio Maestro di Caccia alle starne e coturnici in Appennino, scomparso nel lontano novembre 1992. Uomo semplice. Nei villaggi dell'Appennino fino a metà degli anni '80 erano tutti "lepraioli", lui era il solo "cacciatore di penna" e si accompagnava a setters irlandesi. Mi insegnò a selezionare i cani da montagna con pragmatismo e buon gusto. Lo chiamavano Peppe de' Ravaiolo per i suoi trascorsi nella Maremma degli anni '30 a tagliar macchie e, soprattutto, a preparar polente alla carbonara con il "ravaiolo"! Ciao Peppe....


 
 
Il Millo
 


Ricordi.
Davanti al piccolo canile di Monte Catria, sotto lo sguardo incuriosito e vigile delle mie tre "streghette" Betsabea, Palmira e Zenobia, il mio impagabile amico Massimiliano Camilli  (detto Millo) colma la prima banchina di legna tagliata "da camino". A lui devo molto in quest'ultimo mese increscioso. Oberato da tante preoccupazioni e da un pò di sconforto, mi ha sollevato ed aiutato fisicamente e psicologicamente. Grazie Millo!
 
 
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